mercoledì 2 dicembre 2009

Sformatini di miglio e porri con noce moscata e alloro

Sformatini di miglio e porri

In questo periodo tutte a sfornare biscottini, dolci natalizi, delizie sfiziose da regalare, prove tecniche di pranzi natalizi e io invece cosa vi posto? Tranquille pure io sono in pieno fermento natalizio, almeno con la testa sto già pensando a regali, alberi, decorazioni, pandori e panettoni per contest golosi, solo che come al solito a natale tutti impazziscono e bisogna lavorare come pazzi, in + io mi complico la vita, c’è il compleanno del coniuge imminente, una torta su commissione per domani e per sabato ho un catering da preparare. Bene direi che durante il ponte cercherò di recuperare!

Considerate poi che nella mia famiglia il pranzo di Natale è off limits, il menù tradizionale è sacro, mi resta posto solo per gli antipasti ma anche qui lo spazio che mi ritaglio è poco. Per fortuna ormai è entrato nella tradizione che io cucini un secondo piatto vegetariano per la bioecozia, anche se in pratica ce lo mangiamo tutti vegetariani e non! Abitualmente propongo torte salate golose o verdure al gratin ma quando ho cucinato questi tortini ho pensato che potrei cimentarmi con una presentazione finger food come questi che sono già abbastanza golosi.

Nati ovviamente per caso, invasione di porri (mi piacciono immensamente e ogni volta ne compro in abbondanza ), panna fresca avanzata da una ganache, voglia di qualcosa di morbido ma non troppo lungo da cucinare……

Sformatini di miglio e porri con noce moscata e alloro

Sformatini di miglio e porri

Dosi per 16 pozioni (ho usato gli stampi ovali silikomart)

250 gr di miglio

2 porri

1/2 cipolla grossa

3 uova

100 ml di panna o latte fresco

5 cucchiai di pecorino di Norcia grattugiato

2 cucchiai rasi di farina

mezzo cucchiaino di alloro secco tritato

Noce moscata

Olio

Sale

Brodo vegetale leggero

Semi di sesamo per decorare

Per prima cosa preparate il miglio.: fatelo tostare in un pentolino con pochissimo olio, poi versate il triplo del suo volume di brodo vegetale bollente (attenzione perché tende a schizzare un pochino, quindi abbassate la fiamma prima di versare il liquido), abbassate il fuoco al minimo, incoperchiate e cuocete fino a completo assorbimento del liquido, circa 15-20 minuti, lasciate riposare per 10 minuti a fuoco spento sempre chiuso e infine fate intiepidire.

Nel frattempo tagliate i porri a rondelle e affettate la cipolla, fateli appassire in padella con 2 cucchiai d’olio facendo attenzione a non farli bruciare, potete aggiungere un po’ d’acqua eventualmente. Una volta cotte le verdure unitele al miglio ancora tiepido, mescolate e iniziate ad aggiungere la panna, il pecorino e la farina, per ultime le uova sbattute. Infine profumate con una grattugiata abbondante di noce moscata, l’alloro tritato (mi raccomando non esagerate perché l’alloro, soprattutto secco è molto intenso) e regolate di sale.

Suddividete il composto negli stampini (o in una tortiera se preferite), cospargete la superficie con poco pecorino e i semi di sesamo. Infornate a 180° per circa 25 minuti, poi abbassate a 150° per 10 min. Le indicazioni di temperature e tempi di cottura sono chiaramente indicative, considerate che gli sformatini devono rimanere morbidi.

Sformatini di miglio e porri

sabato 28 novembre 2009

Frangipane alle Pere

frangipane alle pere

Oggi vi presento la torta che ho cucinato per la cena dello spezzatino.

Stranamente era la prima volta che provavo il frangipane, dico stranamente perché la ricetta di questa torta era in cima alla lista dei dolci da provare. Mi ha sempre attirato moltissimo, forse perché la frutta secca abbinata a pere e mele mi manda in visibilio, forse per il nome che sa di antico ma anche di viaggi lontani (lontani fino ad un certo punto poiché il signor Frangipani a cui hanno dedicato il dolce altro non era che un italiano che a Parigi profumava i guanti da lui fabbricati con essenza di mandorla….ma questo l’ho scoperto dopo)….

Forse l’aspettativa era tanta che sono rimasta un pochino delusa, non che non sia buona intendiamoci, anzi, ma non mi ha conquistata come credevo!

Per il mio palato è decisamente troppo burrosa e questo sbilancia tutto, anche le pere che erano una favola! Ma si merita una seconda chance, per esempio potrei tentare la versione di Lydia che ha dimezzato le dosi di burro o quella di Knam all’olio d’oliva!

Per la ricetta, in modo del tutto inusitato non ho spulciato internet per una settimana, ma ho usato quella del ritaglino incollato sul mio ricettario da almeno 10 anni (non ricordo nemmeno più da quale rivista proviene) Ovviamente non ho potuto esimermi dall’apportare alcune modifiche. Innanzi tutto ho preparato una briseè semi dolce invece di quella classica e non chiedetemi perché, ma avevo deciso che era giusto così.

Per la cottura delle pere era previsto un generico vino bianco che non mi sembrava appropriato, quindi ho buttato l’occhio su un (delizioso!) moscato giallo dell’altoadige, vino dolce non troppo alcolico e molto profumato che si è rivelato perfetto!

CROSTATA FRANGIPANE ALLE PERE

frangipane alle pere

Ingredienti per una tortiera da 30 cm di diametro:

pasta briseè semidolce:

360 gr di farina 00

130 gr burro

50 gr di zucchero integrale di canna mascobado

acqua ghiacciata

1 pizzico di sale

Setacciate la farina con il sale e versate a fontana sul piano di lavoro, mettete al centro il burro freddo tagliato a cubetti e lo zucchero. Sbriciolate velocemente il burro con lo zucchero con la punta delle dita, incorporate la farina poco alla volta cercando di lavorare il minimo indispensabile, alla fine aggiungete acqua ghiacciata quanto basta per formare un impasto sodo, fate una palla, avvolgetela con la pellicola e conservate in frigo per circa 1 ora. Una volta riposata la pasta, estraetela, stendetela abbastanza sottile e rivestite una tortiera da 30 cm di diametro, precedentemente imburrata e infarinata. Rivestite di carta forno, coprite con legumi secchi e cuocete in forno a 200°. Dopo 10 min togliete legumi e carta e cuocete per ancora 5-10 minuti (non deve colorire).

Crema frangipane:

115 gr di mandorle tritate

130 gr di burro

115 gr di zucchero

1 uovo

1 cucchiaio di farina 00

3 cucchiai moscato giallo

Montate con una frusta il burro e lo zucchero, unite la farina, il moscato, l’uovo, le mandorle, mescolando con una spatola.

pere:

5 pere williams

2 bicchieri di moscato giallo

Sbucciate le pere, tagliatele a metà e fatele cuocere con il moscato in un recipiente che le contenga tutte in un unico strato. Devono diventare appena tenere, scolatele bene, tagliate in quarti, incidete la superficie con tagli longitudinali e tenere da parte.

Montaggio:

Versate il frangipane nel guscio di crostata cotto, disponete le pere a raggiera sulla crema premendo leggermente. Cuocete a 180° per 30-35 min (la crema deve essere dorata ma morbida.)

Nel frattempo fate ridurre il liquido di cottura delle pere a sciroppo. Quando estraete la crostata dal forno, irroratela con lo sciroppo. Lasciare raffreddare.

Per questo tipo di torta consiglio di usare una teglia dal fondo amovibile o a cerniera, oppure una teglia di ceramica che possa essere portata in tavola.


frangipane alle pere

domenica 22 novembre 2009

lo Spezzatino (con la S maiuscola)

Lo Spezzatino

La maiuscola me l’ha conferita una delle socie, anzi la proprietaria della suddetta foto, che, pubblicandola su facebook, l’ha fregiato di questo appellativo!

Ok, oggi me la tiro un po’, di solito sono sempre ipercritica con me stessa, causa crisi di perfezionismo dal quale peraltro sono ben lontana, però quando ho assaggiato lo spezzatino per sondare la cottura ho pensato che era davvero spettacolare e i cenanti sono stati concordi! Le mie amiche forse non sono sempre obiettive ma questa volta essendoci anche soggetti di sesso maschile che hanno molto apprezzato e che notoriamente sono molto più carnivori di noi femminucce, ho sentito di meritarmi l’appellativo al mio spezzatino!

Essì, questa volta si va di carnazza, ogni tanto ci vuole!

Non so voi, ma da piccola rifuggivo la carne come la peste, quasi peggio del minestrone, la carne di manzo poi non la poteva vedere. Mia madre disperata si faceva tagliare le fettine più magre per me ma io nisba, le tagliavo a striscioline sottili sottili e le ingoiavo schifata (forse perché non volendo vedere neanche una sottile striscia rosa la carne era talmente cotta da assomigliare ormai a una suola di scarpe?) Per anni ho mangiato solo pollame, conigli, maiale, cavallo e molto molto raramente! le mucche manco a parlarne, la carne al sangue poi…..quindi di cucinarla non se ne parlava neppure!

Le cose sono un po’ cambiate quando sono andata ad abitare con il coniuge, noto carnivoro, e quindi poco alla volta mi sono cimentata anche in preparazioni carnivore, partendo dalle scaloppine fino ad arrivare agli arrosti, spesso preparati con l’assistenza telefonica della mamma. Allo stesso modo ho imparato anche ad apprezzare la carne, pure quella di mucca, ma di mucche sane e nutrite bene, mi raccomando! Sarà un caso ma la prima volta che mangiato di gusto una bistecca di manzo, cottura media (quindi bella rosa all’interno) ero in Alto Adige in una pensione a conduzione famigliare munita di orto e mucche felici al pascolo…

Ora non è cambiato molto, mangio ancora poca carne e quando lo faccio cerco di comprare carne di qualità, l’ideale sarebbe biologica certo ma non è sempre facile trovarla. Lo so costa parecchio ma sapendo come allevano gli animali e quali schifezze gli danno da mangiare, meglio spendere…e la differenza si sente davvero!

Tutta questa filippica per presentare un piatto supertradizionale, forse uno dei pochi piatti di carne che mangiano tutti volentieri, anche i bambini rompiscatole come me!

Riporto le dosi che ho usato per quella cena, sono per circa 12-14 persone, ero un po’ inquietata dalla quantità di carne e soprattutto dalle patate da sbucciare (ho anche tentato di assoldare qualcuno su Facebook come aiutante) ma alla fine è stato molto più veloce del previsto e mi sono goduta il pomeriggio in casa con il profumo dello spezzatino che aleggiava nell’aria…..

lo Spezzatino

Ingredienti per 12-14 porzioni:

2,9 Kg carne di manzo felice (come direbbe qualcuno di mia conoscenza..)tagliata a cubotti di circa 2-3 cm

750 gr di cipolle bionde

3 carote medie

Olio extravergine di oliva pugliese

6 foglie di alloro

1 rametto di salvia

12 chiodi di garofano

3 ½ bicchieri di negramaro

Brodo vegetale leggero

Patate a piacere

Sale

Per prima cosa affettate le cipolle e tritatele grossolanamente. Mettete nel pentolone dove cuocerete lo spezzatino con l’olio a freddo, mescolatele bene in modo che si ungano tutte, quindi accendete il fuoco e fatele soffriggere a fuoco medio-basso. Aggiungete subito le carote tagliate a rondelle spesse circa mezzo cm, salate e proseguite la cottura. Mentre le cipolle cuociono (mescolate ogni tanto e controllate che non brucino) fate scaldare una padella antiaderente unta di olio e quando è ben calda fatevi scottare i pezzi di carne poco alla volta e girateli bene su tutti i lati in modo che trattengano al loro interno i propri succhi. Ponete la carne cotta in una grossa ciotola e coprite con un coperchio. Ripetete l’operazione fino ad esaurimento della carne, quindi deglassate la padella di cottura con poca acqua e versate il tutto sulla carne. (questa operazione che ho sempre fatto senza sapere bene perché è spiegata benissimo qui).

A questo punto le cipolle dovrebbero essersi caramellate, quindi alzate la fiamma, unite la carne nel pentolone, aggiungete i chiodi di garofano, l’alloro, il rametto di salvia, fate saltare un pochino e infine sfumate con il vino. Lasciate evaporare la parte alcolica, versate il brodo vegetale, quanto basta per coprire la carne, abbassate il fuoco al minimo e fate cuocere dolcemente (il liquido deve sobbollire appena) per circa 2 ore -2 ore ½ (per sicurezza dopo 2 ore assaggiate, la carne deve essere tenerissima, a me piace quando inizia quasi a sfaldarsi.)

A fine cottura, regolate di sale se necessario e ora è giunto il momento di unire le patate sbucciate e tagliate a pezzetti, per la quantità regolatevi a piacere, questa volta non le ho pesate ma saranno state circa 1kg e ½.

Fate cuocere per circa 15-20 minuti, dipende dalla grandezza e dalla qualità delle patate, quindi vi consiglio di assaggiare dopo 10 minuti per regolarvi.

Come vedete dalla foto il mio spezzatino era abbastanza brodoso, volutamente, ma potete anche farlo più denso, unendo meno brodo all’inizio…insomma si va un po’ a occhio no??

domenica 8 novembre 2009

La Crostata di mele e mandorle E' di Adriano Continisio e la Caprese al cioccolato bianco è di Lydia Capasso

Va ora in onda a reti unificate:

...scusate il tocco di allegria per un argomento così serio ma l'idea di tanti blogger che pubblicano contemporaneamente questo post mi rende positiva e mi dà una sensazione di forza.

Perchè oggi 8 novembre 2009 molti food bloggers e forumisti pubblicano in contemporanea queste ricette ?

Per solidarietà con Adriano Continisio e con Lydia Capasso.

Riassumendolo in pochissime parole, questa manifestazione vuole porre l'attenzione prima di tutto sulla necessità di un comportamento corretto per chi usa la rete nei confronti di chi pubblica materiale. Spesso si sceglie di mettere a disposizione il proprio materiale o lavoro con una licenza che permette di usarlo a condizione che se ne citi la fonte e questo è già un dono, a nostro avviso. Si dice a chi legge: puoi gratuitamente utilizzare il materiale, puoi prenderlo, ma devi specificare che è mio e dire dove l'hai preso. Non è chiedere molto!

Altra importante condizione è che il materiale non venga usato a scopo di lucro.

Quando tutte e due le condizioni non vengono rispettate è evidente che la cosa è ancor più grave.

Questa volta è capitato ad Adriano, ma nel tempo è già capitato ad altri. Creare un tam tam è forse il primo di tanti passi per avversare il fenomeno, perciò ci siamo uniti e oggi pubblichiamo con il nome del suo autore la ricetta e la foto della crostata che ognuno di noi ha preparato.

E' ora che tutti sappiano di chi è la farina e pure il sacco!!!!!

LA CROSTATA DI MELE E MANDORLE E' DI ADRIANO CONTINISIO

La Crostata di mele e mandorle E' di Adriano Continisio

Ingredienti:

400 gr pasta frolla*

4 mele grandi (ca. 600gr al netto degli scarti)

80 gr di zucchero**

4 cucchiai di amaretto di saronno **

succo di mezzo limone

poca cannella in polvere


massa di mandorle:

120 gr uova intere

60 gr zucchero**

50 gr farina di mandorle

15 gr farina di mais fioretto

15gr di fecola

un pizzico di sale

estratto di mandorle


una manciata di mandorle a lamelle

sciroppo di zucchero**

marmellata di albicocche**


Saltare a fiamma alta le mele sbucciate e tagliate a cubetti, miscelate con il succo di limone e lo zucchero, fino a che non risultino asciutte ma non spappolate. Incorporare il liquore e la cannella e lasciare raffreddare.

Foderare uno stampo da 26 cm e cuocere in bianco per 15 minuti (i primi 10 con carta da forno e riso).

Nel frattempo montare le uova con lo zucchero ed il sale, incorporare delicatamente le polveri e poche gocce di estratto. Pennellare la frolla con poca marmellata, versare le mele, coprire con la massa e cospargere con le mandorle a filetti. In forno a 170° per ca. 20 minuti.

All'uscita dal forno lucidare con sciroppo a 30°be.


La Crostata di mele e mandorle E' di Adriano Continisio

La Crostata di mele e mandorle E' di Adriano Continisio

Pubblicato da Adriano domenica 23 settembre 2007 alle 9.02


*Per la pasta frolla

io ho usato questa ricetta:

300gr di farina 00

150 gr di burro

80 gr zucchero di canna grezzo

2 tuorli d'uovo

1 pizzico di sale

la buccia grattugiata di un limone

rum

oppure potete usare La pasta frolla di Adriano.


**note e piccole modifiche:

come sempre tutti gli ingredienti che ho utilizzato sono biologici

dato che non uso mai lo zucchero bianco, per le mele ho usato lo zucchero integrale di canna mascobado e per la massa di mandorle lo zucchero grezzo di canna;

ho sostituito l'Amaretto di Saronno con il Vinsanto e la marmellata di albicocche con quella di arance;

non ho usato lo sciroppo


Per chi non conoscesse l'antefatto può leggere qui e qui.

sabato 31 ottobre 2009

Focaccia di Farro al Pecorino con Uvetta e Noci

FOCACCIA DI FARRO AL PECORINO CON UVETTA E NOCI

Qualcuno mi deve spiegare perché quando preparo una ricetta per un contest o per una raccolta non solo arrivo sempre in extremis, ma mi trasformo immediatamente nella cuoca più imbranata della blogsfera! Io so che non devo cucinare ricette che richiedono una certa attenzione il mattino appena sveglia, quando so benissimo che i miei neuroni non si connettono al corpo prima di un’ora o due, come so che non devo spignattare se ho la testa da un’altra parte altrimenti combino guai!

In pratica ieri mattina, senza neanche una tazza di the in corpo, mi sono messa a impastare il poolish(mi ero pure preparata farina, ciotola e bilancia sul banco) ma la mia brocca graduata ha una crisi d’identità per cui di solito verso l’acqua, la peso e poi verso quello che mi serve..ma ovviamente in quel momento non sapevo ancora bene chi fossi e perché lo stessi facendo per cui ho versato tutto il liquido……vabbè me ne sono accorta, per fortuna, e ho rifatto tutto….ma non abbastanza soddisfatta con l’impasto del pomeriggio ho rifatto lo stesso errore!! Per non buttare via tutto ho aggiunto farina e ho aumentato tutte le altre dosi, lievito a parte, infatti avevo paura che non si gonfiasse e invece…..

Per non rovinarmi definitivamente la reputazione devo dire che la focaccia è venuta benissimo!! Lievitata, morbida, equilibrata nel sapore, non so se per merito del kitchen aid appena inaugurato o se per una strana legge di compensazione…

Quindi con questa ricetta partecipo al giochino d'autunno di Paoletta


FOCACCIA DI FARRO AL PECORINO CON UVETTA E NOCI

FOCACCIA DI FARRO AL PECORINO CON UVETTA E NOCI

(il procedimento e le proporzioni originarie di farina, lievito e acqua sono presi dalla Schiacciata alle erbe di Provenza di Glutine)

Poolish:

250 gr farina di farro bianco (spelta)

250 gr acqua

1,5 gr lievito di birra fresco

Sciogliete il lievito con l’acqua tiepida in una ciotola e unite la farina poco alla volta. Mescolate tutto velocemente e coprite con un telo umido. Lasciate lievitare per circa 8 ore a temperatura ambiente (da me 19°).

Impasto:

450 gr di farro bianco (spelta)

100 gr di farina di farro integrale

320 g acqua circa

10 g lievito di birra fresco

1 cucchiaino di malto di riso

poolish

160 gr pecorino toscano stagionato

140 gr noci (pesate senza guscio)

80 gr uvetta

55 g olio extravergine di oliva

10 g di sale

Salamoia:

30 g acqua

30 g olio extravergine di oliva

6 g sale

Aghi di rosmarino tritati

Preparate gli ingredienti: spezzate le noci grossolanamente (potete anche sbriciolarle a mano) e grattugiate il pecorino. Quando il poolish è pronto, versate le farine, il lievito sciolto nell’acqua tiepida, il malto e il poolish nella planetaria, iniziate a impastare, aggiungete poi il sale, quindi il pecorino e il resto degli ingredienti, lasciando l’olio per ultimo. Continuate a impastare con la planetaria per 8-10 minuti. L’impasto sarà abbastanza umido ma lavorabile (infatti si stacca dalla ciotola senza problemi). Lasciate riposare 30 minuti in una ciotola unta di olio e coperta da un telo umido. Foderate la teglia del forno con carta da forno, prendete l’impasto con le mani unte d’olio e lavorate l’impasto arrotolandolo, quindi posatelo sulla teglia, allargandolo con molta delicatezza, cercando di non schiacciarlo troppo. Coprite con un telo e lasciate lievitare fino al raddoppio (per me circa 2 ore). Preparate la salamoia emulsionando acqua, olio e sale (Glutine consiglia di scaldarlo a 80°: io l’ho messa in una ciotola e infornato a 80° per 10 min). Prima di infornare schiacciate con le dita per formare dei buchetti sulla superficie e cospargete la focaccia con la salamoia. Aggiungete una spolverata di rosmarino e infornate a 220° per circa 35 min. La superficie si è scurita molto, quindi dopo 20 minuti ho coperto con un foglio di alluminio per sicurezza.

FOCACCIA DI FARRO AL PECORINO CON UVETTA E NOCI

Mi perdonate anche questa volta per la mia sbadataggine? Oppure mi consigliate caldamente di farmi curare subito..e da uno bravo?

Ecco, invece di postare ricette a tema Halloween, io mi riduco così!

mercoledì 28 ottobre 2009

BASTA!

Solo poche parole,
ancora PLAGIO, SCANDALOSAMENTE PLAGIO, se in più pensiamo che la signora in questione si appropria reiteratamente e indebitamente di ricette altrui senza neanche minimamente preoccuparsi di citare la fonte, spacciandolo per farina del proprio sacco..e magari la facciamo pure vedere in tv e la pubblichiamo in un libro....
VERGOGNA!

qui trovate i link dei 3 diretti interessati con i riferimenti delle ricette copiate


e qui i post che ho trovato finora di chi ha voluto condividere la denuncia ( sul post di Adriano troverete un elenco più completo):

Cuochi di carta

Segnalo inoltre una proposta secondo me veramente MOLTO bella lanciata da Rosemarie & Thyme: pubblicare tutti l'8 novembre la crostata di mele e mandorle di Adriano, col titolo del post "La crostata di mele e mandorle è di Adriano Cortinisio" PARTECIPATE!!!

giovedì 22 ottobre 2009

Comfort Post

LA TORTA DI  MELE

Non so voi, ma a me questo freddo e questa pioggia infondono una tristezza……se inizio pure a pensare che domenica cambia l’ora vado diretta in depressione!

Lo so, sono le solite lamentele, gli stessi luoghi comuni da servizio meteorologico su Italia 1, ma, la pioggia mi infastidisce, non posso andare in bicicletta e fare tutte le commissioni in centro in pochi minuti e poi io odio il freddo, tendo all’assideramento già a 15°C, mi si blocca la circolazione nelle mani e nei piedi e dovrei già andare in giro bardata di piumino e tuta da sci…insomma sono ancora traumatizzata dal passaggio, in appena due giorni, dalle paperelle senza calze allo stivale+cappottino+sciarpazzadilana+guanti

Conclusione: l’altro pomeriggio dopo una mattinata passata in studio in stato di semibernazione nonostante i termosifoni a temperatura ustione, sono giunta a casa in uno stato di strano malessere, mal di testa, mal di stomaco, brividi. Insomma ero fisicamente ribaltata: i casi sono due, o sono allergica alle stagioni fredde oppure ormai non ho + l’età e devo andare a svernare nei paesi caldi…(la seconda che ho detto). Quindi ho pensato bene di concedermi il pomeriggio a casa sul divano sommersa dal piumotto in stato di totale letargo. Ma una ricettina c’è scappata, il mio comfort food per eccellenza: La Torta di Mele.

Amo le torte di mele in tutte le sue forme, ma questa è proprio La, con la L maiuscola, l’essenza della torta di mele, quella che faccio quando ho voglia di coccolarmi (insieme a quell’altra ma è già un’altra cosa) e che dura al massimo 2 giorni, ma proprio esagerando!

Una torta semplicissima, senza fronzoli, giusto il profumo di vaniglia …

La torta è liberamente ispirata a una vecchia ricetta di Sale&Pepe, non so dirvi quale perché non conservo le riviste di cucina ma ritaglio solo quelle che m’interessano, altrimenti tra un po’ devo fare un ampliamento del 20%.......

LA TORTA DI MELE

LA TORTA DI  MELE


Ingredienti (100% BIO):

300 gr di farina 00

200 ml di latte intero o panna fresca (nel mio caso 100 latte e 100 panna)

150 gr zucchero integrale di canna mascobado

100 gr di burro

4 mele Golden (le mie erano un’altra qualità ma non ricordo più quale comunque devono essere mele dolci)

3 uova

3 cucchiai di rum

La scorza grattugiata di un limone1 bacca di vaniglia

1 bustina di cremortartaro

1 pizzico di sale

Incidete la bacca di vaniglia su tutta la lunghezza, estraete tutti i semini e mettetela in un recipiente insieme al latte e la panna. Portate tutto a ebollizione, spegnete subito e lasciate in infusione. Fate sciogliere il burro a bagnomaria, nel frattempo polverizzate lo zucchero nel macina caffè, unitelo alle uova intere e sbattete bene con le fruste. Aggiungete poco alla volta la farina setacciata con il lievito e la scorza di limone (io mi ero dimenticata ed ho aggiunto il lievito per ultimo, prima di infornare), sempre mescolando. Quindi incorporate il burro tiepido, il rum, il latte e la panna (togliendo il baccello di vaniglia). Infine unite le mele sbucciate e tagliate a cubetti. Trasferite il composto in una tortiere da 26cm di diametro precedentemente imburrata e infarinata. Scuotete un pochino la teglia per livellare il composto e infornate a 180° per circa 40 minuti. Lasciate raffreddare quasi completamente prima di sformarla e lasciarla raffreddare su una gratella.

…chissà perché ma ho come il sospetto che questa sarà la prima di una lunga serie di torte d mele autunnal-invernali… (ieri scartabellavo le mie ricette di dolci e ho scoperto di avere ancora un sacco di torte di mele da sperimentare.)

LA TORTA DI  MELE